VI domenica del tempo ordinario (commento)

Il vangelo di questa domenica fa parte del discorso della montagna, che raccoglie l’idea che Gesù aveva del modo in cui gli uomini possono abitare questa terra.

Rispetto ai 10 comandamenti, che riassumevano le regole minime perché possa darsi la convivenza civile (regole che bene o male sono contenute nell’evoluzione culturale di ogni popolo e – dunque – possono essere dette in qualche modo universali: non uccidere, non rubare, ecc…), la proposta di Gesù va oltre. Dice lui è un «pieno compimento».

Egli infatti va alla radice degli atteggiamenti (esteriori e interiori) che possono minare la relazione tra le persone. Non si accontenta di dire “Non uccidere”, ma coglie che l’atteggiamento omicida, cioè di annullamento dell’altro, ha radici profonde, che vanno al di là dell’atto di soppressione in senso fisico. «Chiunque si adira con il proprio fratello / Chi poi dice al fratello: “Stupido” / chi gli dice: “Pazzo”» ha in sé la radice dell’eliminazione dell’altro.

Non si accontenta di dire “Non commetterai adulterio”, ma coglie che l’atteggiamento maschilista/patriarcale di possesso e oggettivazione della donna ha radici profonde, che vanno al di là dell’atto di ripudio (che condannava la donna ad una vita di miseria). «Chiunque guarda una donna per desiderarla», cioè chi vede nella donna, non una persona, ma un oggetto sessuale, ha in sé la radice del possesso oggettivante.

Non si accontenta di dire “Non giurerai il falso”, ma coglie che il giurare stesso, cioè il pronunciare frasi assolute ha radici profonde, che si innestano sulla presunzione di possedere la verità assoluta.

Di fronte a questa proposta, è inutile andare a ricercare chi è nel giusto e chi no, quanto gli altri – pur non essendo omicidi, adulteri, giuranti in senso stretto – lo siano però in senso lato, perché l’intento di Gesù non è quello di puntare il dito contro qualcuno (o di indirizzare noi a puntare il dito non solo contro gli omicidi, gli adulteri e i giuranti in senso stretto, ma anche contro gli omicidi, gli adulteri e i giuranti in senso lato). L’intento di Gesù è che ognuno guardi a se stesso e alle radici del proprio modo di essere, di pensare, di agire. Tutti abbiamo le radici omicide, adultere, giuranti nel cuore. Il punto non è trovare chi non le ha, o sforzarsi di non averle. Il punto è rendersi conto che ci sono, che ci sono nel cuore di tutti, che ci sono nel mio cuore.

Essere consapevoli della loro presenza può infatti aiutarci a riconoscerle in atto e così imparare a gestirle per far sì che non facciano male a nessuno (né a noi, né agli altri) e non rompano la convivenza civile.

Infine, forse, riconoscere che tutti abbiamo radici omicide, adultere e giuranti nel cuore, può aiutarci ad essere un po’ più empatici con gli altri, anche e soprattutto con chi non ha saputo gestirle.

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