XXVIII Domenica del tempo ordinario (commento)

Nelle settimane scorse abbiamo ascoltato le due parabole che Gesù rivolge ai capi dei sacerdoti e agli anziani a Gerusalemme: quella dei due figli e quella dei vignaioli omicidi.

Entrambe sono collocate nel capitolo 21 di Matteo, che – dopo il lapidario «Vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare» – termina con un commento del narratore: «Udite queste parole, i sommi sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro e cercavano di catturarlo, ma avevano paura della folla che lo considerava un profeta».

È in questa cornice che si apre il capitolo 22, il cui incipit coincide col vangelo di questa domenica: «Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei]».

Una nuova parabola, dunque; anch’essa dalla trama complessa e articolata.

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XXVIII Domenica del tempo ordinario (letture)

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 22,1-14)

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

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XXVIII Domenica del tempo ordinario (commento)

Il vangelo di questa settimana, con la sua parabola, rispecchia sostanzialmente i temi di domenica scorsa: la dura critica nei confronti dell’apparato religioso ebraico («gli invitati alle nozze» che «non volevano venire») e l’annuncio che sarebbero stati sostituiti («andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze»).

C’è però un elemento in più, che è anche quello che attira immediatamente l’attenzione: c’è un commensale senza abito nuziale, rispetto al quale il re ordina ai servi: «“Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».

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