II Domenica di Quaresima (commento)

La seconda domenica di quaresima ci presenta, come di consueto, il testo della trasfigurazione, quest’anno nella versione di Matteo.

È un grande salto in avanti nella vita pubblica di Gesù che avevamo ricominciato a seguire dagli inizi nelle scorse domeniche.

Dal capitolo 5 ci troviamo catapultati/e al capitolo 17, cioè già oltre la metà, dato che in tutto i capitoli di questo evangelista sono 28.

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II Domenica di quaresima (letture)

Dal vangelo secondo Matteo (Mt 17,1-9)

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

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I Domenica di Quaresima (commento)

Questa domenica – la prima di Quaresima – la liturgia ci presenta il brano delle tentazioni nel deserto, nella versione dell’evangelista Matteo; la prima lettura narra il famoso racconto del giardino dell’Eden e la seconda racchiude il celebre passo del capitolo 5 della lettera di san Paolo ai Romani sul rapporto peccato-morte e grazia-giustificazione.

Il campo semantico è piuttosto chiaro: il tentatore – satana (= l’accusatore) – il diavolo (= il divisore) – il serpente – il peccato – la morte – la trasgressione – la caduta – il giudizio – la condanna – la disobbedienza; ma anche: lo Spirito – Dio – gli angeli (= annunciatori) – la vita – il germogliare – la grazia – il dono – l’abbondanza – la giustificazione – l’obbedienza.

Potremmo sintetizzare questa vasta gamma di termini in quattro poli: Dio, l’essere umano, la tentazione, la scelta (con le sue conseguenze).

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I Domenica di Quaresima (letture)

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 4,1-11)

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

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VI Domenica del tempo ordinario (commento)

Il vangelo di questa domenica è la diretta prosecuzione di quello della settimana scorsa.

Dopo aver annunciato “Voi siete il sale della terra”, “Voi siete la luce del mondo”, il discorso della montagna prosegue con le parole odierne.

Si tratta di un testo in cui l’evangelista Matteo, che – lo ricordiamo – scrive a una comunità cristiana di origine ebraica, vuole – da un lato – sottolineare la continuità tra Gesù e la Legge e i Profeti, tra il Nuovo e l’Antico Testamento («Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento»); dall’altro vuole mettere in evidenza la novità di Gesù: «Avete inteso che fu detto […] Ma io vi dico».

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VI Domenica del Tempo ordinario (letture)

Dal vangelo secondo Matteo (Mt 5,17-37)

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli. Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo! Avete inteso che fu detto: Non commetterai adulterio. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da e: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna. Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno».

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V Domenica del tempo ordinario (commento)

Il brano di vangelo di oggi è la diretta continuazione di quello della settimana scorsa (le beatitudini).

Siamo, dunque, sempre all’interno del cosiddetto “discorso della montagna” di Gesù.

Dopo aver proclamato la sua idea di “beatitudine”, di vita felice, e, in particolare, dopo essere passato dalla terza persona plurale («Beati i poveri in spirito […] Beati quelli che sono nel pianto […] Beati i perseguitati per la giustizia […]») alla seconda («Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno […]»), continua a rivolgersi ai suoi interlocutori direttamente: «Voi siete il sale della terra», «Voi siete la luce del mondo».

Questi “voi” hanno un valore appellativo molto forte.

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V Domenica del tempo ordinario (letture)

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,13-16)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

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