IV Domenica di Pasqua (commento)

Il vangelo di questa domenica è tratto dal capitolo 10 del vangelo di Giovanni.

Quindi – pur essendo noi nel tempo di Pasqua – il testo di questa settimana è tratto da una sezione della vita pubblica di Gesù, precedente la sua passione, morte e risurrezione.

L’invito della liturgia è, perciò, quello di riflettere sulla risurrezione di Gesù a partire da ciò che Egli diceva (e faceva) nella sua vita in carne e ossa.

Ciononostante non va dimenticato che i vangeli sono stati scritti dopo la risurrezione di Gesù.

Pertanto, anche nel leggere testi che si riferiscono alla vita di Gesù prima della sua passione, morte e risurrezione, dobbiamo tenere presente che essi contengono già quella visione a posteriori che le prime comunità cristiane maturano nei decenni successivi alla Pasqua.

Infine, altro elemento interessante del brano che leggiamo questa domenica è il fatto che esso sia la diretta continuazione di un passo che abbiamo ascoltato durante la quaresima: l’episodio del cieco nato.

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Zizzania e Inquisizione (commento al vangelo della XVI Domenica del tempo ordinario)

Il vangelo di questa domenica fa parte – come quello della settimana scorsa – del discorso parabolico e, infatti, il brano ci presenta tre parabole: quella del grano e della zizzania, quella del granello di senapa e quella del lievito.

Anche oggi, dopo la narrazione delle storie, vi è una ripresa del discorso in privato, con i soli discepoli, con Gesù che spiega la parabola del grano e della zizzania.

Sono racconti molto noti, sui quali, pertanto, non mi soffermerei molto, anche perché ciò che quest’anno mi preme mettere in luce è qualcosa che forse non tutti/e sanno: la parabola della zizzania è uno dei testi che lungo la storia della Chiesa è stato usato per giustificare l’Inquisizione.

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