Il 2 di novembre è il giorno nel quale la Chiesa celebra la commemorazione di tutti i defunti (e di tutte le defunte) e – cadendo quest’anno di domenica – sostituisce la liturgia della XXXI domenica del tempo ordinario.
Il “giorno dei morti” (e delle morte) ha un immediato significato caro a ognuno/a di noi: fare memoria nella preghiera delle persone care che non ci sono più e – con esse – anche di tutte le altre, in particolare quelle per cui più nessuno/a ha un ricordo.
Su questa prima dimensione della ricorrenza non mi sembra necessario spendere troppe parole, dato che tutti e tutte noi portiamo nel cuore la ferita legata a qualcuno/a che ci ha lasciati/e.
È forse uno degli aspetti in cui noi esseri umani possiamo davvero sentirci in comunione con gli altri.
Vi è, tuttavia, un’altra prospettiva che la commemorazione di questa settimana può mettere in luce ed è quella che mi ha portato a scegliere proprio questo vangelo.