Domenica di Pasqua (commento)

Domenica è Pasqua!

È la festa più importante della comunità cristiana e celebra la risurrezione di Gesù: il suo passaggio dalla morte alla vita.

Il termine “pasqua”, infatti, significa “passaggio”.

Non è una parola di invenzione cristiana. Esisteva già una festività chiamata “Pasqua”.

Era una festività ebraica che ricordava il passaggio dalla schiavitù in Egitto alla libertà del popolo di Israele e che Gesù stesso – in quanto ebreo – aveva celebrato tante volte nella vita.

I cristiani e le cristiane, dopo la sua risurrezione, sostituiscono e risignificano quella festività: essa diventa il fondamento della loro fede, il passaggio – appunto – di Gesù dalla morte alla vita.

Ma cosa significa questo passaggio?

Noi, solo un paio di settimane fa, abbiamo ascoltato la vicenda di Lazzaro.

Anche lui è passato dalla morte alla vita e anche in quel caso si è parlato di risurrezione.

La risurrezione di Lazzaro e la risurrezione di Gesù non sono – tuttavia – la stessa cosa.

Lazzaro è tornato in vita (per ri-morire), Gesù è entrato in una vita nuova – in una modalità di esistenza diversa – che non muore più, la cosiddetta “vita eterna”, che egli ha promesso anche a noi.

Se già è difficile capire il senso della risurrezione di Lazzaro (o della sua rivitalizzazione, come sarebbe meglio dire), ancora più incerto pare il cammino della fede nella risurrezione di Gesù.

È quello che ci testimonia anche il vangelo di questa domenica che si conclude, dicendo: «Non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti».

I brani che ci accompagneranno nel tempo di Pasqua che si apre proprio questa settimana ci mostreranno il percorso che la prima Chiesa ha fatto per approdare alla fede nella risurrezione.

È un cammino che ogni discepolo/a di Gesù deve intraprendere e su cui deve tornare e che ci porterà a prendere coscienza che la speranza nella risurrezione che anima le nostre vite si fonda, in ultima analisi, sulla scelta di accordare fiducia a Gesù stesso, alla sua fede nella risurrezione, nel riconoscergli una credibilità che rende credibile anche l’annuncio per cui «Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria».

Nella consapevolezza che la festa di oggi è solo il primo passo, l’annuncio in-credibile della tomba vuota, di un percorso che dura una vita, accingiamoci a intraprenderlo con serietà e determinazione.

Buona Pasqua a ciascuna e a ciascuno di voi!

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