Siamo nella seconda domenica di avvento e – come di consueto – la liturgia ci propone un brano che presenta la figura di Giovanni Battista.
In realtà, nei vangeli, il precursore non sorge per annunciare la nascita di Gesù – come lascerebbe pensare la presentazione della sua figura nel periodo in cui ci prepariamo al Natale – ma per proclamare l’avvio della missione del messia (cioè, quando Gesù è adulto).
Infatti, i testi che lo riguardano sono successivi alla narrazione della natività (sia in Matteo sia in Luca).
Tuttavia la Chiesa ha ritenuto che la predicazione di Giovanni potesse essere funzionale anche per alimentare la tensione dei fedeli verso l’attesa della memoria del Natale.
Il compito del Battista è, infatti, quello di destare le coscienze affinché siano pronte a riconoscere e ad accogliere la realizzazione dei tempi messianici: l’avvento del regno di Dio.
Ciò che mi sembra più interessante della sua predicazione – proprio per il valore che può assumere anche per noi che viviamo il tempo di avvento – è il richiamo alla coscienza di ciascuno/a.
L’invito «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!» e l’esortazione «Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!» sono rivolti a un popolo, ma chiamano in causa una risposta personale.
Essa, inoltre, non può elusa, ritenuta “non rivolta a me” in quanto membro di un’élite («non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”»).
Ciò che allora il vangelo di oggi può suggerirci è una riflessione sulla nostra situazione esistenziale e di fede in vista della celebrazione della nascita di Gesù.
Il rischio è, infatti, che nella lettura del vangelo identifichiamo le implicazioni della parola come rivolte a qualcun altro, a qualcun’altra e non come un appello a noi stessi/e.
Le domande che potremmo porci, potrebbero essere, dunque, le seguenti:
Cosa vuol dire per ciascuno/a di noi oggi “convertirsi”?
Come possiamo preparare la via?
Quali ragionamenti ci collocano nella sfera dei farisei e dei sadducei e ci fanno sentire “a posto” a differenza delle altre persone?