XXV Domenica del tempo ordinario (commento)

Il vangelo di questa domenica è tratto dal capitolo 20 di Matteo: Gesù è ormai giunto in Giudea e sta per salire a Gerusalemme.

Come abbiamo visto nelle scorse domeniche, il capitolo 18 contiene il cosiddetto “Discorso ecclesiale”, mentre il 19 – che la liturgia domenicale ci ha fatto saltare – dopo la notazione per cui «terminati questi discorsi, Gesù partì dalla Galilea e andò nel territorio della Giudea, al di là del Giordano», prosegue affrontando questioni delicate (quali il rapporto uomo-donna) e presentando episodi molto noti (Gesù e i bambini; il giovane ricco).

Al termine – nei versetti 27-30 – riporta invece un dialogo tra Pietro e Gesù circa la ricompensa di coloro che avevano lasciato tutto per seguirlo: «“Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?”. E Gesù disse loro: “In verità vi dico: […] Chiunque avrà lasciato case o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».

Il brano finisce poi con la celebre frase: «Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi».

Ma perché – vi starete chiedendo – questa lunga introduzione sul capitolo 19, visto che il nostro brano è tratto dal 20?

Perché il capitolo 20 inizia senza soluzione di continuità con la parabola dei lavoratori a giornata.

Indubbiamente la frase che conclude il capitolo 19 e che si ritrova anche al capitolo 20,16 («Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi») fa da gancio; ma forse, più in profondità, la parabola potrebbe essere la continuazione della risposta di Gesù a Pietro.

Lui gli aveva chiesto “che cosa otterrà” chi ha lasciato tutto per seguire Gesù e Lui gli mostra che il rischio per i discepoli della prima ora è di avere un po’ l’atteggiamento dei lavoratori chiamati nella vigna per primi.

Anche il resto del capitolo 20 – con il terzo annuncio della passione, la domanda della madre dei figli di Zebedeo a Gesù di farli sedere uno alla sua destra e alla sua sinistra nel regno e la successiva istruzione di Gesù stesso sul discepolato («I capi delle nazioni […] dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere. Non così dovrà essere tra voi […] Colui che vorrà essere il primo fra voi, si farà vostro schiavo») – indicano che l’intento di questa sezione è quello di mettere in guardia i discepoli e le discepole dal fare la fine dei lavoratori della prima ora.

E questo riguarda anche noi che – a volte – sentendo la fatica di provare a vivere evangelicamente, ci dimentichiamo che stiamo facendo la vita più bella del mondo; che, cioè, già quella è la ricompensa: provare a vivere il vangelo.

Ce lo scordiamo e recriminiamo…

…rammaricandoci per il fatto che anche altre persone – che a nostro giudizio non se lo meritano – godano dell’amicizia con Gesù.

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